Da quando la tecnologia digitale ha progressivamente trasformato il mercato fotografico entrando anche nel mercato dei cellulari, la produzione di fotografie e quindi il numero di immagini visibili su internet si è vertiginosamente allargata. Come in un secondo Medioevo fotografico, la facilità di realizzare uno scatto senza dovere adottare particolari accorgimenti, e la mancanza di […]

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Voi premete il pulsante, noi facciamo il resto. Voi premete il pulsante, noi facciamo il resto.

Da quando la tecnologia digitale ha progressivamente trasformato il mercato fotografico entrando anche nel mercato dei cellulari, la produzione di fotografie e quindi il numero di immagini visibili su internet si è vertiginosamente allargata.

Come in un secondo Medioevo fotografico, la facilità di realizzare uno scatto senza dovere adottare particolari accorgimenti, e la mancanza di approfondimenti della materia fotografica, hanno fatto sì che tanti si mettessero in gioco, sentendosi a volte degli autori arrivati. E allora giù con la pubblicazione di foto vuote di contenuti o errate formalmente alla caccia del facile consenso che i social media prontamente concedono. La ricetta funziona meglio sei si hanno migliaia di amici o followers. Come se non bastasse, a confermare la poca consapevolezza di chi le pubblica, si sta diffondendo l’abitudine di annotare accanto ad una foto, la natura del mezzo usato di volta in volta per scattarla. Nulla di strano? Quindi la domanda nasce spontanea (come dicevano una volta). Che differenza corre tra il dichiarare che una foto è scattata con una macchina fotografica piuttosto che con un’altra? Perché dichiarare questo dato saltuariamente e non considerarlo parte integrante del proprio processo fotografico? Si è consapevoli che al di là del mezzo la foto nasce nella mente del fotografo, e che quindi l’obiettivo è solo un intermediario tra l’autore e l’osservatore finale? E che cambiare mezzo fotografico lo si fa per rispondere ad una esigenza espressiva? Diciamolo; se sei convinto dei tuoi mezzi, scattare con una reflex o con il peggior telefonino, non ti scomporrà perché sarai tu a trarre il meglio da ciò che hai a disposizione. Anzi può essere per te una nuova sfida.

Ma sembrerebbe proprio di no, la consapevolezza non è inclusa tra gli accessori all’acquisto. Vista la consuetudine a maneggiare macchine fotografiche che automaticamente fanno tutto da sé imitando i risultati professionali. Già nel passato, sono state proposte campagne pubblicitarie, che osannavano la facilità con cui è possibile scattare una foto: “Voi premete il pulsante, noi facciamo il resto”, diceva la più nota. E ancora recentemente si sono moltiplicate le pubblicità che beatificano le qualità fotografiche degli smartphone invogliandoci a comprarli. Chi non ha visto pubblicità allettanti di smartphone con immagini, filmati o bianconeri perfetti? Ma non preoccupatevi di nulla sembrano dirci, fate solo un click perché la macchina penserà a tutto. In nome del marketing ci stanno convincendo che in comode rate mensili si può avere tutto. Anche lo scatto perfetto.

 

Iphone Tim - Voi premete il pulsante, noi facciamo il resto

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